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São Mateus

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Eloah: Speranza buona


Premurosa e sollecita, ogni volta Faiane fa visita alle nuove famiglie che arrivano smarrite, spesso da molto lontano, sulla discarica di São Mateus.

Fragile sistemazione la loro in baracche a malapena appoggiate sui rifiuti, ma la determinazione a trarne un lavoro dignitoso è ferma.

Eloha accompagna sempre volentieri la sua mamma Faiane. Occasione da non perdere per

divertirsi coi suoi coetanei, alla scoperta di giochi sempre “nuovi” fra i rifiuti della discarica. Tante rincorse, tante sfide saltando a piedi nudi le vaste pozzanghere nero-grigie che la pioggia, spesso torrenziale, lascia tra una baracca e l’altra. Senza curarsi degli urubú (avvoltoi), vigili e minacciosi, che instancabilmente sorvolano lo spazio conteso.

Raquel, Leo, Conceção, Miguel, Jaine: compagni di gioco e di lavoro. Per i meninos della discarica gioco e lavoro vanno insieme, ricerca di cose ancora belle e buone: cibo, vestiti, giocattoli vecchi e dimenticati che tornano a vivere fra le carezze di piccole mani pazienti e curiose. Meninos: vita, animazione e speranza. Quasi un piccolo mondo sereno anche sulla discarica che Eloah e i suoi amici, più o meno quattro – cinque anni, tengono viva.

È bello guardarli, lieti e curiosi, lasciare una scia di luce nel grigiore di quella putrefazione.


A sei anni Eloah va a scuola e frequenta il Centro che diventa la sua seconda casa. Qui sogna,

ride, canta, danza, vive. Mas sempre tem saudade: non vede più i suoi compagni di giochi che

l’estrema miseria costringe a lavori duri e violenti che li ammazzano di fatica.

Chiamati per nome, i ricordi riaffiorano e la poesia apre una breccia nell’animo sensibile di Eloah.


È difficile vedere!


Come è difficile vedere

soffrire un bambino

che si stanca lavorando

invece di giocare e studiare!


Svegliarsi presto e dormire tardi:

così è il lavoro schiavo.

Come è difficile vedere

un bambino che soffre!


Il lavoro schiavo

non è ricompensato

e non è buono.

Come è difficile vedere

un bambino che soffre!


Un bambino deve

giocare e studiare

per poi poter lavorare.

Come è difficile vedere

un bambino che soffre!


Come è difficile vedere

soffrire un bambino!

Ma se insieme lotteremo,

tutto questo finirà!


Con questa poesia, a dieci anni Eloah vince il primo premio in un concorso.



Eloah ora ha tredici anni e coltiva il sogno di diventare biologa per aiutare la vita a nascere, a

sbocciare anche sotto il peso di montagne e montagne di rifiuti. Per guardare alle cose belle; per apprendere dalla meraviglia di un piccolo umile seme che fiorirà e darà frutti. E vedere ciò che non è ancora ma che sarà.

“Uma benção, tia Maria, para mim”, chiede Eloah nel salutarmi, dopo avermi dato la sua. Nello scambio di benedizioni “o Deus conosco” [il Dio con noi] prende dimora.

 
 
 

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